Baroncini: tutto per la macelleria

Baroncini: tutto per la macelleria

EUROCARNI

Mensile di economia, politica e tecnica delle carni di tutte le specie animali
Anno X - N° 5 - Maggio 1995

Baroncini: tutto per la macelleria

Una piccola grande azienda vocata all’impiantistica per la carne. Progettazione, costruzione, installazione e assistenza di impianti completi per macelli e salumifici. A Voltana di Lugo in Romagna di Terenzio Ascari.

Un impianto Conad che occupa 2.000 mq di superficie. Al centro di una zona industriale e commerciale nell’immediata periferia di Cesena. Una struttura di stoccaggio e di distribuzione di carni.

Per 250 negozi targati “Margherita” dislocati in Emilia Romagna, Veneto e Marche. Con una movimentazione annua di 120.000 quintali di carne rossa (bovini, suini, ovini) e 40.000 quintali di avicunicoli (polli, tacchini e conigli). È in questo impianto Conad che la ditta Baroncini di Voltana di Lugo ha installato nei mesi scorsi le attrezzature complete di movimentazione delle carni, dall’arrivo alla spedizione: due bracci di sollevamento carico e scarico, 1.500 carrucole sensorizzate, celle frigorifere, strumenti di lavorazione delle carni. Tre mesi di lavoro intenso, da gennaio a marzo del 1994. In perfetta simbiosi tra edilizia e meccanizzazione.

«La sistemazione delle attrezzature – ci spiega il giovane Gabriele Utignani, comproprietario dell’azienda di Voltana- l’abbiamo studiata sul posto assieme ai tecnici dell’impresa di costruzione del plesso e ai dirigenti del Conad, sviluppandola in parallelo con la costruzione edilizia. Perché questa è la filosofia della Baroncini: progettare, costruire e installare sul luogo dell’impianto, operando in base alle esigenze del committente. Non abbiamo attrezzature standardizzate, da tenere in deposito. Lavoriamo per mattatoi, salumifici, macellerie su ordinazione. Dislochiamo una squadra operativa sul posto che progetta e programma il lavoro, e in officina a Voltana realizziamo, di volta in volta, le attrezzature su misura. Con criteri artigianali di antica e sperimentata perfezione.»

È Giordano Volanti, capo magazziniere del complesso, a guidarci nei meandri della struttura: lunghi corridoi, ampi spazi climatizzati. Una temperatura di gelo. Ed è un’autentica gimcana che Volanti ci impone tra una fitta siepe di mezzene di suini, bovini e ovini pencolanti dai ganci fissati alle carrucole che percorrono l’itinerario imposto dalla guidovia, dalle celle frigorifere alla “bocca” di uscita. Dove il container-frigo è appostato per ricevere il suo carico. Saranno in media 15-20 i tir che ogni giorno si alternano alla “bocca d’ingoio “, che è stata adattata al codice “Barre ” perché tutta la merce è destinata ai negozi predisposti alla vendita codificata. Spiega infatti Volanti: «Ogni carrucola è dotata di un proprio sensore che al termine della corsa consegna al computer (che lo registra) peso, qualità e specie del prodotto. Dati, questi, che vengono contemporaneamente riprodotti e trasmessi dalla stampante. Così abbiamo l’esatta situazione, in ogni momento, della nostra attività».

Prodigi della tecnologia elettronica che Baroncini ha saputo coniugare alla perfezione con la raffinata tradizione artigianale! «Queste operazioni di carico e scarico – prosegue Volanti – si svolgono due volte alla settimana per le carni rosse e altrettante per le carni cosiddette bianche degli avicunicoli. Con una movimentazione complessiva di circa 4-5 mila quintali di carne alla settimana. »

Parlando, Volanti ci guida in lungo e in largo nei meandri della piattaforma, menando precisi fendenti alle carcasse per farsi largo, mentre osserva compiaciuto il perfetto funzionamento dell’impianto. Così passiamo, via via, dalla zona di stoccaggio, con la lunga teoria delle celle frigorifere, per approdare alle zone di lavorazione, sotto un aggrovigliato intrico di carrucole e guidovie, in acciaio inox e quasi tutte ad avanzamento automatico, che paiono mosse da una mano invisibile. Usciti dal tunnel del freddo, ci troviamo nell’ufficio del direttore dell’impianto, Gastone Tosi. È un piccolo locale che stride con il dispendio degli spazi in cui si dipana la struttura. Una scrivania dove si incrociano telefono e fax, computer e una vaschetta ricolma di fogli. Nel clima un po’ più “confortevole” di questa stanza possiamo riprendere il discorso di approfondimento sul ruolo della struttura e sulla sua genesi. Cominciando da Gastone Tosi che ha seguito la realizzazione dell’impianto, passo dopo passo. Partendo dalla progettazione.

«La scelta dell’insediamento in questa zona – ci spiega Tosi – era legata alla programmazione dell’amministrazione comunale Cesenate delle cosiddette aree produttive. Qui, infatti, sono previsti gli insediamenti di strutture del settore agroalimentare. Già sono presenti varie realtà cooperative del ramo ed è prossimo l’insediamento del nuovo mercato ortofrutta di caratura europea. Come si può notare anche dal “disordine” degli uffici, siamo ancora in fase di sistemazione. È evidente che l’installazione delle apparecchiature di Baroncini aveva la priorità su tutto e in tre mesi di lavoro abbiamo reso funzionante la struttura. Di ciò va dato merito anzitutto al gruppo di lavoro che l’azienda di Voltana ci ha messo a disposizione. Una équipe di alto livello professionale che ha saputo interpretare al meglio il nostro sistema di lavoro, operando all’unisono con i tecnici del cantiere. »

Sorride compiaciuto Serafino Baroncini che nel frattempo ci ha raggiunti in ufficio, prendendo posto a fianco del nipote Gabriele Utignani col quale divide la responsabilità della conduzione dell’azienda. Sorride e osserva in tono pacato che questo, in fondo «è il solo modo di lavorare che pratichiamo da quarant’anni». La realtà, così come si prospetta, a lavori pressoché ultimati, sembra confermare questo assunto. Un’azienda, dunque, vocata alla progettazione e creazione di attrezzature e impianti per la macellazione, che fonda il proprio impegno sulla «qualità degli impianti e l’efficienza dei servizi», come detta uno slogan pubblicitario della ditta.

«Non abbiamo un solo rappresentante in giro – sottolinea Baroncini – Sono i vecchi clienti che ci portano i nuovi. E penso che questo sia dovuto soprattutto alla disponibilità e all’impegno che sappiamo esprimere in ogni occasione. Anche con l’assistenza che siamo in grado di assicurare alla nostra clientela. Non usiamo personale da fuori. È solamente il nostro personale che si sposta di volta in volta, restando sul posto tutto il tempo occorrente. Attualmente abbiamo un gruppo fisso in Sardegna impegnato ad attrezzare un nuovo macello. Un impianto a tre linee per una spesa preventivata in un miliardo e mezzo solo per il nostro lavoro.» Come in un racconto fiabesco, Serafino Baroncini ci racconta la sua storia. Una storia che abbraccia 45 anni di impegno e di operosità. In principio fu il padre, Edmondo Baroncini, ad avviare nel 1947 questa attività, nella sua modesta bottega artigiana di Voltana. Fornendo le attrezzature di un piccolo macello in zona.

«Fu la prima esperienza di un lavoro ideato e realizzato sul campo. Con l’installazione del primo paranco di sollevamento, della prima guidovia monorotaia. Fu il principio di una serie ininterrotta di commesse e di nuove esperienze. Fino alla chiamata di Remo Dall’olio (che poi è diventato Beca), che ci ha visto impegnati per molti mesi con le tecnologie più avanzate.» Nel 1975 Serafino subentra al padre alla direzione dell’azienda e nel 1980 si compie il salto dalla vecchia bottega artigiana al nuovo stabilimento. «Mantenendo sempre una dimensione artigiana, con non più di 20-25 dipendenti – commenta Baroncini – e un giro d’affari intorno ai quattro miliardi. Che rappresentano la nostra giusta misura. Non miriamo a traguardi che non siano alla portata delle nostre forze. Essi devono essere sempre adeguati a ciò che la tecnologia ci promette. »

Romantico e pragmatico insieme, questo Baroncini! Che ora ci spiega le ragioni dell’adesione al Coimex, un organismo consortile che unisce una ventina di piccole e medie aziende del ramo, per lo studio dei mercati esteri e di eventuali possibilità di export. «Perché ora siamo pronti a misurarci anche in campo europeo – esclama – Anche per questo abbiamo pensato a un logo aziendale, a una specie di marchio di fabbrica…» Poi tace, come per raccogliere le idee. E ci confida: «Provate a mettervi nella pelle di un “creativo” pubblicitario e a immaginare di ricevere I’incarico di creare un simbolo che colpisca l’immaginazione, con I’aggiunta di essere almeno un po’ originale… Certo la pratica dell’originalità è sempre più difficile. Dal canto nostro abbiamo suggerito di evidenziare il motivo della guidovia e della carrucola che sono il nostro pane quotidiano. Così è nato lo stemma con una barra che sovrasta il nome “Baroncini” e la prima “i” che diventa una “J” spostata in alto, a forma di gancio. Un logo che a nostro avviso meglio non poteva esprimere la nostra filosofia aziendale».

Così come la ditta Baroncini sa esprimere al meglio la meravigliosa realtà economica rappresentata dall’universo della piccola e media industria italiana. Quella meravigliosa realtà (esaltata con giusta ragione dal professor Romano Prodi) che costituisce il vero motore dell’economia nazionale. Piccoli artigiani, grande creatività. Accompagnata a una spiccata predilezione per la qualità e la precisione. Come si è precisata negli anni la presenza nel mondo imprenditoriale della ditta Baroncini. Con sede a Voltana, nei dintorni di Lugo di Romagna.

Serafino Baroncini, titolare della Baroncini di Voltana di Lugo (Ravenna): un'azienda che si distingue nella progettazione e negli impianti completi per la macellazione di bovini e suini
Il geometra Gabriele Utignani, responsabile della conduzione della Baroncini per il settore macelli e salumifici
Un momento del collaudo dell'impianto elettronico al centro carni Conad: Baroncini a una postazione di controllo elettronico dell'entrata e uscita delle carni
Cella di sosta delle carni
Il ragionier Gastone Tosi, direttore del Consorzio carni dei supermercati Conad con sede a Cesena. Questo consorzio acquista e smista le carni destinate ai Conad dell'Emilia Romagna, Marche e altre regioni limitrofe
Il ragionier Gastone Tosi illustra al nostro giornalista l'impianto eseguito dalla ditta Baroncini al centro carni Conad. Sono inoltre presenti lo stesso Baroncini e il geometra Gabriele Utignani
La nuova sede del centro carni Conad
Carico o scarico delle carni sui camion
Celle di sosta carni
Carrucola con sistema elettronico di lettura
Abbinamento elettronico della merce alla carrucola abbinata a un socio o cliente del Conad
Al passaggio della carrucola il computer registra peso, merce e cliente (socio Conad)
Baroncini spiega al nostro giornalista Ascari il funzionamento della carrucola

EDM Baroncini